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Exit strategy per le escort di palazzo
post pubblicato in Ascensore, il 25 settembre 2009

                                                                 

Almeno un fatto è certo: lo smaltimento dei prodotti ingombranti solidi da alcova presidenziale è oggi in bilico tra raccolta differenziata e inceneritore.  E ha bisogno di essere regolamentato.

L’aveva chiarito con disarmante senso civico l’onorevole Italo Bocchino, vicepresidente dei parlamentari del Pdl, ad Annozero aprendo un prestigioso dibattito sulle linee guida del governo Berlusconi.  Il concetto era, più o meno fedelmente, questo : le presunte amanti presidenziali a stelle e strisce finivano drammaticamente al cimitero, quelle avvolte nel lenzuolo tricolore fortunatamente approdavano nelle liste elettorali. Un indubbio  passo in avanti nella scala dei valori sociali del nobile popolo delle libertà.

Dunque in un confronto tra il miglior presidente italiano degli ultimi 150 anni, S.B. e il più popolare presidente americano parametrato sulla stessa pezzatura temporale, J.F.K., pare inconfutabile sussistano divergenze in materia di collocamento escort di Palazzo.

Domandava l’ex colonnello di An con sguardo ecumenico tanto all’opposizione quanto al parterre di direttori di giornali, ospiti da Santoro, se le maddalene che avevano allietato e svagato il freetime diurno o notturno di un presidente, fossero di fatto da destinare alle pompe funebri o alla pompa magna di dicasteri nostrani e parlamenti comunitari.

La domanda è congrua, e posta così conterrebbe una risposta implicità: 10, 100, 1000 dicasteri per il riciclaggio delle occupanti del talamo putiniano piuttosto che l’inceneritore che ha cristallizzato Marilyn Monroe in un’icona del sexygate.

All’on.Bocchino però erano proprio le cifre a sfuggire. Con o senza prostata - l’ingrediante è marginale - il suo presidente perdura nel denotare una certa bulimia da entreneuses  rispetto ai colleghi USA. Tale da rendere impraticabile il piazzamento, pur volendo soppiantare ogni quota azzurra di governo.

Una exit strategy per scongiurare il rischio di sanguinose stragi nello smaltimento delle Marilyn potrebbe essere, per le più alte cariche dello stato, un lodo Merlin (legge n.75 del 1958 che aboliva la regolamentazione della prostituzione) che consenta di smaltire, ecocompatibilmente, le professionalità in questione all’interno di raffinati e spaziosi bordelli. Tout court. Magari non saremo più neanche costretti a chiamarle escort.

www.claudiasvampa.it

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