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Vinci see you later
post pubblicato in Ascensore, il 12 dicembre 2009

 

Alessio Vinci è l'anchorman per il quale non siamo ancora pronti. A quel suo "see you soon" , saluto anglo-futuristico in chiusura di Matrix presto forse dovremmo rispondere "see you later". A voler essere ottimisti. Certo, ieri sera lo share della seconda serata di Canale 5 ha strafatto, raggiungendo il 23,76% con  1.848.000 telespettatori incollati alle scomposte esternazioni di Fabrizio Corona. Eppure Vinci non convince il pubblico televisivo italiano. Non ancora.

Forse perchè è troppo obamiano nel suo modo di fare giornalismo in tv. Vinci è giovane, ambizioso, è schietto, ha un eccellente curriculum giornalistico con 20 anni di professione alle spalle targate CNN, inviato e corrispondente, a copertura dei maggiori eventi planetari. Eppure, paradossalmente, è iscritto all'ordine nazionale dei giornalisti italiani come pubblicista. E questo è il posto che il pubblico italiano continua ad assegnargli.

Ieri sera, nell'arena di Matrix i goal di ascolti li ha segnati tutti Fabrizio Corona. Il saldo della magistratura italiana, -3 anni e 8 mesi di carcere - rende pazzo di rabbia Corona da due giorni. E forse non a torto. Perchè non ci sta a passare per il ricattatore dei vip attraverso un inesistente metodo Corona. Come dire che, nel caso Marrazzo il vero colpevole è il videofonino che ha ripreso le immagini. Corona dice straordinariamente la verità seppur nel più discutibile dei modi. Eppure di lui fanno notizia i modi. Fa audience come imputato e riempie i tribunali di giornalisti. Fa audience come ospite e spara alle stelle gli ascolti di Matrix.  

Ieri sera in diretta si è ferito una mano, ha azzannato con i canini l'avvocato dell'agenzia PhotoMasi, che in un viscido giochino del detto e ritrattato lo ha accusato  di un fatto non commesso. Ha gridato, pianto, riso, sfornato, parolacce come le sflashate di una reflex, cacciato ospiti non suoi e annunciato di andarsene.

Eppure Fabrizio Corona tra i troppi vizi esibiti evidenzia un indiscusso pregio: è ancora un uomo. In una melassa di bugie è una purga di verità. Averlo come ospite in diretta è come gestire il rischio di un attentato metropolitano. Non puoi prevederlo. Alla fine forse ieri sera Corona a Vinci non deve essere stato neanche troppo simpatico. Ma i telespettatori non sembravano poternsene accorgere.

 

Alessio Vinci conduttore di Matrix

Perchè il conduttore non si è allenato nella palestra dell'aggressivismo rassicurante dei mostri sacri dei talkshow italici, i Costanzo, i Vespa, i Mentana. Lui all'opposto è sì conciliante, ma nienteaffatto rassicurante. Destabilizza il pubblico Vinci perchè è un modello giornalistico d'importazione che non si commercializza in Italia.

Vinci non chiede scusa al pubblico se Corona da fuori di testa in diretta televisiva. E vivaddio. Perchè se hai deciso di invitare uno come Fabrizio Corona in tv il giorno dopo la sua condanna non ti aspetti mica che cosparga d'incenso i magistrati.

E neanche ti aspetti che quel gnocco-guappo di Corona sostituisca nel suo disinvolto vocabolario cazzo con cribbio. Vinci non si scusa quindi con i telespettatori per l'accozzaglia di parolacce come avrebbero fatto molti suoi colleghi, in un trionfo di ipocrisia e finto manierismo. Vinci si scontra con Corona e gli dice di piantarl lì con i modi non consoni alla trasmissione. E lo fa in diretta. Il pubblico non capisce bene se è così che s'ha da fare o se è uno smidollato.

Del resto Alessio Vinci non si era neppure schernito, come un qualunque maschio italiano imbarazzato, quando ai tempi del Marrazzogate una trans turca ospite a Matrix, bella come una modella e con una marcia centrale in più, gli disse faccia a faccia che con lui non avrebbe avuto bisogno di "additivi" per ingranare quella marcia.

Vinci sorrise allora, con un sorriso aperto, per nulla imbarazzato, e educatamente rispose "no grazie". Proprio come siamo certi avrebbe fatto un tipo come Barak Obama se si fosse trovato in un'analoga situazione. By the way, they can. 

Redazione

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